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Mario Lucidi

Mario Lucidi

"L'equivoco de l'arbitraire du signe. L’iposema"

Acura di Matteo Servillo

Questo saggio, pubblicato nel 1950, si inserisce nel lungo dibattito sull’arbitrarietà del segno avviatosi dopo la pubblicazione dell’articolo di Émile Benveniste, Nature du signe linguistique (1939). Oltre ad una rigorosa rilettura dei passi saussuriani, il testo presenta il tentativo di sistematizzare una teoria del segno che vede come fulcro la nozione di iposema. Centralizzando il ruolo dell’atto linguistico, Lucidi prova a tenere insieme l’istanza individuale e soggettiva di ogni atto espressivo con una dimensione sovra-individuale; la dimensione sincronica con una prospettiva dinamica; la conciliazione tra la dimensione formale e sostanziale dei fatti di lingua. Con la revisione della nozione di segno e l’introduzione del termine “iposema”, l’autore prova a superare le difficoltà teoriche imposte dalla separazione dei termini delle famose dicotomie erroneamente attribuite a Saussure. Nella sua introduzione Matteo Servilio presenta questo libro con il titolo Rileggere l’arbitrarietà del segno.
 
Mario Lucidi (1913-1961), linguista oggi quasi del tutto dimenticato, appartiene a quella tradizione di studi teorico-linguistici recentemente indicata come “Scuola linguistica romana”. Laureatosi nel 1936 nella Regia Università di Roma, dove è stato ordinario di Glottologia, fa parte della prima generazione degli allievi di Antonino Pagliaro. Fu attento lettore del Corso di linguistica generale di Saussure di cui mise in luce, già nel 1950, il carattere incerto, ponendo il problema di un accertamento filologico sulle fonti manoscritte. I suoi scritti sono stati raccolti da Walter Belardi nel volume Saggi linguistici (1966).

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